Gaia Miacola: “Ecco come il buon arredamento può dare reale benessere”

Gaia Miacola è una giovane architetto pugliese tra i più “cliccati”, anche lei amante dello stile industriale. Perfezionista, testarda e amante del bello, Gaia è tra i giovani designer emergenti più interessanti del nostro paese, con all’attivo il “restyling” o la cura ex novo di molte residenze di pregio.

Come possiamo definire la “missione” della tua splendida professione?

Oggi l’interior designer è soprattutto un progettista di sogni. Dobbiamo essere capaci di creare per i nostri committenti un interno straordinario, da amare a dismisura e in cui vivere meglio. La sofisticatezza di ogni piccolo elemento può rendere possibile la realizzazione di questo obiettivo.

Cosa significa per te l’arredamento?

Trascorriamo il 90% della nostra vita all’interno di edifici. Per questo l’arredamento è innanzitutto prioritario per il nostro benessere psicofisico. Se, ad esempio, hai una dimora con soffitti molto alti o con grandi finestre, ecco che lo stile industriale è perfetto e una location bene arredata in questo mood può essere davvero appagante per gli occhi e per il cuore. Mobili grezzi (o arredi di upcycling moderni come quelli proposti da EN23), materiali metallici, tutto a vista, ad esempio. Ogni spazio deve avere il suo buon “gusto”, non deve sembrarvi eccessivo: l’ambiente che ci circonda influenza molto il nostro umore.

Puoi spiegarci meglio?

Una casa male arredata, ad esempio disorganizzata e caotica, influisce sulla nostra personalità, ci manda in crisi, ci innervosisce. L’arredo è anche l’espressione del nostro stile, del nostro modo di essere. È un’occasione per personalizzare lo spazio. L’arredo è oggi un veicolo di emozioni, un’occasione per trasmettere una parte della nostra personalità all’esterno e, nello stesso tempo, di viverla ogni giorno.

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Nella biografia del tuo sito sostieni che un tuo sogno sarebbe vivere in una medina. Come mai?

I mediorientali hanno una concezione dello spazio domestico molto intima e affascinante. Le case storiche del mediterraneo orientale, come Egitto, Marocco, Tunisia, Arabia Saudita si sviluppano intorno ad un giardino interno che fa da termoregolatore e da patio verdeggiante per la famiglia. Le camere sono molto grandi e costruite in funzione del sole: riparate dal caldo afoso, ventilate, ma aperte sulla corte per godere di uno spazio affascinante in cui prendere il tè e rilassarsi nelle ore meno calde.
Quello che si vive in queste abitazioni, che riuniscono più famiglie è un’atmosfera totalmente differente rispetto ai nostri appartamenti urbani. La fretta, lo stress, la compressione degli arredi, gli spazi piccolissimi, i balconi stretti anni ’70 non appartengono a questa dimensione.
Atmosfere eleganti, cura del dettaglio, arredi semplici ma comodi, rapporto con l’acqua e con il verde sono caratteristiche che abbiamo abolito ma che dovremmo assolutamente ritrovare.

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Quando hai pensato che il sito web e i social media potessero diventare un veicolo di marketing? Ti hanno dato una reale spinta ulteriore per trovare committenti o ti aspettavi di più?

Conoscevo bene le grandi potenzialità del web e il potere della comunicazione. Ho lavorato per 3 anni in un’agenzia di marketing come Art Director e Visual Designer: per diversi clienti curo tutt’ora l’immagine sul web come professione.
Non mi sono lanciata dal nulla ad occhi chiusi, improvvisando. Queste sono già attività che svolgo offline, nella vita reale. Ho costruito una strategia apposita per l’online, organizzato la comunicazione e creato contenuti quotidiani che mi hanno permesso di far arrivare prima e meglio il mio messaggio.

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Cosa pensi dello stile industriale?

È uno stile che piace molto ai miei clienti, soprattutto a quelli più giovani. Forse perché lo hanno assimilato dalle serie tv americane, dove è parecchio presente.

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Nel tuo sito parli di ambienti dal sentimento caldo, rassicurante, con una sottile vena narrativa, mixando pezzi di design con materiali dall’estetica eccellente ed emozionale. Puoi descriverceli brevemente? 

Un interno non è mai buttato lì a caso. Non è nemmeno un’inclinazione del progettista. Un interno deve essere costruito bene seguendo le esigenze e il gusto di chi ci deve vivere. Solo così è capace di raccontare una storia, essere protagonista della vita quotidiana del committente. Molti clienti mi hanno contattato dicendomi di avere già un architetto, ma che non li soddisfaceva perché non rispecchiava i propri gusti in ambito di interior design. Questa secondo me è una grande sconfitta professionale.
I miei interni cercano di essere sempre emozionali. Un progetto che mi è piaciuto molto è stato quello in stile classico contemporaneo per una coppia napoletana. Avevano a disposizione un grande spazio living che hanno voluto suddividere in più zone con porte scorrevoli in vetro, per lasciare lo spazio filtrante.

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Quali sono le tendenze più interessanti secondo te, nel mondo dell’interior design in generale, e più nello specifico nello “urban style”?

I miei clienti amano tantissimo il Classico Contemporaneo, uno stile molto elegante che mixa pezzi classici con materiali e forme molto contemporanei. È uno stile che piace anche a me, devo ammettere.
Lo stile urban è molto diffuso tra i giovani e le coppie cosmopolite. Un cliente mi ha contattata per una richiesta inusuale: una zona living scura, con legni vissuti ed effetto cemento grezzo. Il risultato è stato straordinario.

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Il nostro studio, EN23, realizza arredi in stile industriale a partire da elementi di riciclo come parti auto o moto, oggetti riconducibili al mondo “militare” ed altri pezzi da collezione, che così hanno una “seconda vita”. 
Ti piace come idea? Cosa ne pensi degli oggetti proposti? In quali luoghi in particolare te li immagineresti?

L’idea della seconda vita degli oggetti non è più un mero esercizio di design, ma è diventata una priorità. Buttiamo via troppa roba, anche in buono stato, e questo fa male a tutti, soprattutto al pianeta. Gli arredi cheap hanno introdotto nella gente due concetti totalmente distorti:

– l’idea dell’usa e getta anche nell’home design

– i materiali di basso profilo con cui sono fatti questi arredi (truciolati, colle…) alla fine permettono di abbassare i costi, per cui siamo diventati molto tolleranti sulla qualità della materia prima.

I pezzi di EN23 sono molto divertenti e originali, ideali per essere inseriti in contesti Urban e Industrial con molta personalità. Li vedrei bene anche in un ufficio creativo, dove il singolo pezzo attira l’attenzione del cliente sempre pronto a nuove ispirazioni.

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Sogni nel cassetto per il futuro?

Ci lavoro tutti i giorni nel mio cassetto! A parte gli scherzi, ho due grandi obiettivi: trasmettere personalità a più interni possibili, anche grazie a complementi ed arredi originali, dal taglio inusuale e pressoché introvabili, e diffondere la cultura dell’interior design alle nuove generazioni, trasferendo il concetto che un ambiente bello può davvero cambiarti la vita.

Grazie per l’intervista e in bocca al lupo Gaia!

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